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Smania [ Abbasso il politacally correct ]
 



19 maggio 2006


Caro Prodi iniziamo male

Premesso che un governo si giudica dai fatti, l’inizio del sospirato Prodi II non è dei migliori. 99 persone che formano la compagine governativa, tra ministri, vice ministri e sottosegretari, sono troppi e si spiegano più con la necessità di accontentare i tanti, troppi, da cui dipende la vita di questo esecutivo, che con reali esigenze amministrative. Altra mezza gaffe è quella di aver spacchettato Ministeri che, proprio una legge varata dal centrosinistra, aveva provveduto ad accorpare per ridurne il numero. Così alle Infrastrutture vengono tolti i trasporti, all’istruzione l’università e la ricerca e poi a pioggia una gragnola di dicasteri senza portafoglio, tanto per aumentare i conflitti di competenze. Ma tutto sembra inutile, visto che c’è sempre qualcuno che rimane scontento. E così l’Italia dei Valori minaccia di far cadere il governo se Orlando non sarà nominato vice ministro per gli italiani all’estero, salvo poi farsela sotto e ritrattare facendo la figura dei coglioni, ma quel che è peggio facendola fare a tutta la coalizione. E poi via alle stronzate tipiche delle sinistra come la polemica sulla parata del 2 giugno. Il bello è che verdi e comunistini vari magari approvano senza fiatare manovre lacrime e sangue o privatizzazioni di servizi strategici, vedi autostrade, ma sulle questioni insignificanti non si tengono e sparano le loro panzane così, giusto per far sapere che esistono, proprio come un cane che marchia il territorio con una pisciatina ad ogni angolo di strada. Buona fortuna presidente, ne avrà bisogno.




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16 maggio 2006


Calcio, scandali e istituzioni

Facciamo un salto indietro e torniamo ai giorni dell’elezione del presidente del Senato. Ma se l’Unione avesse concesso una camera all’opposizione e magari avesse eletto Beppe Pisanu presidente di palazzo Madama, come ci mettevamo ora con la seconda carica dello Stato che chiedeva a Moggi di aiutare la Torres? Quale credibilità avrebbe avuto un arbitro istituzionale che aveva chiesto di aiutare la sua squadra a danno di altre senza santi in paradiso in barba a tutti i regolamenti? Io ero tra coloro ai quali non sarebbe dispiaciuta un’intesa sulle cariche istituzionali, ma a posteriori non si può negare che “la dittatura della maggioranza” ci ha evitato di perdere ulteriormente la faccia.




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16 maggio 2006


Rovati, l'Unione e il futuro del calcio

Se il buon giorno si vede dal mattino la futura politica sportiva dell’Unione non mi sembra un gran che. Infatti Angelo Rovati, stretto collaboratore di Prodi e accreditato come sottosegretario allo sport, ecco come pensa di ricostruire il sistema calcio, dopo lo tsunami che lo ha devastato: Poiché in Europa è più difficile addomesticare le partite facciamo una super lega europea alla quale prenderanno parte i grandi club. Quelli più piccoli invece daranno vita ad un campionato nazionale in cui venga dato spazio ai vivai. Volendo anche sorvolare sul fatto che non è vero che a livello internazionale non si possano addomesticare le gare, che non sta scritto da nessuna parte che i sostenitori di bologna, ascoli, lazio, chiedo, ecc. ecc. si debbano accontentare di un campionato primavera con qualche fuori quota, e che un sistema sano dovrebbe poter assicurare certezza del diritto e parità di diritti a tutte le squadre, piccole e grandi che siano, mi sembra veramente assurdo che il programma di Rovati (e di Prodi?) sia identico a quello che Galliani e Moggi dicono da anni, ovvero quello di un campionato europeo tra grandi club, mentre le altre squadre si accontenterebbero di una competizione nazionale. Ma allora a che cosa servirebbe far saltare il banco se poi la conseguenza è realizzare il sogno dei croupiers? Pur non volendo accusare Rovati (e l’Unione?) di gattopardismo (l’unico modo perché tutto resti immutato è che tutto cambi) si può ben dire che l’intervista al corsera è stata quanto meno sprovveduta.




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